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Giacomo Giovannetti
Upupa&Colibrì

Moda & Accessori

Giacomo Giovannetti
Upupa&Colibrì

Ci piace perché
Giacomo Giovannetti è un italiancreator a tutto tondo: i suoi capi streetwear, pura arte da indossare, ci rendono protagonisti di scelte emozionanti, consapevoli e sostenibili

Biografia

Fusioni di cultura, intuizioni e tradizioni si materializzano in felpe, t-shirt e camice che toccano il cuore. Giacomo Giovannetti ha mixato mondi lontani con la sua terra d’origine, cucendo insieme l’arte e antichi saperi per indossare il mondo con meraviglia, cogliendo l’unicità che ci circonda.

“La mia vita è una crescita continua, densa di stimoli che aggrego in modi diversi. Il collage è sempre stata la mia passione: mixavo oggetti e colori da quando avevo tre anni, come oggi fa mia figlia.

Ho sempre avuto bisogno di evadere: ero un ragazzo con le classiche difficoltà di un mondo interiore schiacciato dai canoni dell’ambiente di provincia. L’arte è stata la mia fuga e la mia fortuna: sono stato allievo di Concetto Pozzati, uno dei maggiori rappresentati della “Pop Art” italiana ed europea, che ha reso immortali le emozioni e mi ha insegnato che siamo un tramite per narrare le storie che ci circondano, unendo l’aspetto interiore con linguaggi internazionali.

La mia famiglia ha sempre lavorato nel sociale, quindi per trovare un senso più profondo sono partito per l’Ecuador dove ho fatto l’animatore per i giovani di strada e ho poi lavorato in un lebbrosario. Ho visto tanto dolore ma anche il colore della vita di chi non ha nulla e si accontenta di niente”. 

Upupa&Colibrì

“Tornare a casa mi ha di nuovo scatenato quella dualità che ha dato vita a Upupa&Colibrì. Colibrì perché uno sciamano in Perù mi disse che avevo lo spirito di un uccellino leggero, colorato, veloce. Upupa, perché camminando nella nostra campagna ho trovato un’upupa con striature bianche e nere, crestina gialla e l’ho interpretato come il colibrì marchigiano.

Questo mi ha indotto a unire la parte sociale, in difesa della biodiversità del mondo, con le mie forti radici nella tradizione e la voglia di colore, anima del mio spirito artistico.

All’inizio facevo solo mostre di quadri e lavoravo come maestro delle elementari in una scuola multietnica, finché un giorno vennero a trovarmi due amici che stavano curando il merchandising di Jovanotti per il tour Ora. Una settimana dopo sono andato a conoscere Lorenzo a Cortona e, parlando di Amazzonia, tattoo e musica rap, mi ha commissionato tre opere per un’edizione limitatissima di t-shirt che avrebbe usato per i suoi concerti, perché: “Le tue illustrazioni sono una figata“, mi disse.

Era il 2011: la mia insicurezza si era così tradotta nella voglia di veicolare i miei messaggi con un marchio tutto mio. Un brand di abbigliamento metropolitano artigianale, che fosse garanzia di qualità e ricercatezza dei tessuti, contro la moda odierna dell’usa e getta”.

Unicità del prodotto

Dicono che i tuoi prodotti “spacchino”, perché “di una bellezza geniale” oltre che di ottima qualità, consigliati “come terapia d’urto per sentirsi tutti più vicini”. Ci spieghi la tua magia?

“Mi piace definire il nostro abbigliamento come streetwear metropolitano, pensato per giovani dinamici, a cui vogliamo sempre garantire un prodotto unico, di ottima qualità a prezzi contenuti.

Devo molto all’Amazzonia e ai due anni vissuti in Sud America. Là ho imparato che la mia ricerca artistica non doveva mostrare la mia originalità, ma essere uno strumento per veicolare bellezza ed emozioni, risvegliando la consapevolezza dell’importanza della biodiversità.

Così stoffe africane si innestano a tovaglie e tessuti ricondizionati della mia tradizione, creando un dialogo “simbolico” e rendendo unico e irripetibile ogni indumento, perché carico di particolarità e storytelling.

Ogni capo è sostenibile, perché, grazie al mio amico Guido Scaccabarozzi prima, e con la collaborazione lavorativa portata avanti con Simbio e con altre realtà ambientaliste dopo, ho capito il valore di ogni nostra singola scelta.

Quindi, per esempio, per utilizzare tessuti che non inquinassero ho preso delle magliette e le ho ristampate con colori ad acqua, mixandole tra di loro.

Da lì è nata collezione di forniture sostenibili per aziende e scuole dove raccolgo i vecchi indumenti e creo forniture personalizzate coinvolgendo una filiera sostenibile del territorio. Nel prodotto metto il servizio, investendo non solo in beneficenza ma educando l’azienda su temi di sostenibilità concreta, come i processi di upcycling o riciclo”.

Educazione alla sostenibilità

“Ogni frammento del prodotto esprime al massimo l’essenza del capo stesso. Con i miei capi voglio trasmettere un’educazione alla sostenibilità che permetta di sentirsi parte di un cambiamento.

All’inizio di quest’anno abbiamo creato il blog Sulla bocca di tutti per celebrare un anno fondamentale per la conservazione della natura.

Ma è arrivato il Covid-19, così ho creato delle mascherine, per ricordarci che tocca a noi sfruttare questo momento, per capire che non siamo indipendenti dalla natura e per ripartire creando un sistema che mantenga questo trend di riduzione delle emissioni.

Nel nostro piccolo abbiamo così ideato tre modelli di mascherine ecocompatibili, altamente protettive, nate attraverso l’impiego esclusivo di aziende della filiera marchigiana, leggere, traspiranti lavabili, costituite da due strati in policotone rigenerato (e riciclabile!) ecofriendly, con filtro certificato, colorate in maniera atossica e con un concept unico: due mani si stringono proprio in corrispondenza della nostra bocca, così quando incontri qualcuno puoi guardarlo negli occhi e mostrando questo simbolo dimostrargli la tua vicinanza.

Per ogni mascherina venduta proteggeremo 200mq di Foresta Amazzonica, perché vogliamo essere d’esempio e allo stesso tempo abbracciare una filosofia integrale, capace di conciliare l’amore per la diversità della natura con il rispetto e il fascino per le differenze culturali.

Realizzo anche prodotti tailor-made, quando le persone mi chiedono: opere che raccontino la loro storia, con parole chiave che traduco in immagini: per andare dritte al cuore e vibrare, in un collage di emozioni”. 

Tradizione e innovazione

Come hai innovato le tue origini marchigiane con l’arte multietnica che rappresenti?

“La mia innovazione è stata serigrafare con i miei messaggi e visioni le nostre collezioni, per stimolare il dialogo tra le culture e l’arte contemporanea. Come delle tele o dei quadri, i nostri capi invitano chi li indossa ad allargare i propri orizzonti, contaminati da viaggi, visioni e fusioni tra culture.

Ma l’attenzione e l’amore per il nostro lavoro affondano le radici nella storia della sartoria marchigiana: ogni prodotto viene confezionato con la stessa cura con la quale si prepara un quadro per una grande mostra.

Le materie prime come cotoni e poliestere, prodotte nel rispetto dei diritti dell’ambiente e dei lavoratori, vengono assemblate e confezionate in Italia, con la maestria e le tecniche di veri specialisti e professionisti, dalla sartoria alla stampa.

Ogni edizione è limitata perché ogni capo ha qualcosa di unico: compro felpe di riciclo o in aziende che fanno solo prodotti biologici, poi stampo e in sartoria mixo tra loro strisce di stoffe tradizionali marchigiane, come vecchie tovaglie, ricami di mia nonna o tappezzeria antica, con batik peruviani o stoffe dipinte a mano dai Shipibo. 

In sostanza fondo la mia parte affettiva, provinciale, materica con le tendenze e la consapevolezza ambientale dell’eco-fashion internazionale, per condividere ed educare alla sostenibilità”.

Sfida

“Scegli la tua unicità” è l’invito che vi caratterizza: una bella sfida…

“Siamo alla continua ricerca di nuove strade, e più aumenta la ricerca più strade troviamo. Ognuna ci conduce a una storia, a un aneddoto, a una particolarità. La passione che muove ogni nostro passo nasce dalla relazione con le persone e con la natura in un’ottica di scambio e di continua evoluzione.

Ora la mia “utopia” è calata in contesti piccoli e genuini. Per esempio con Radio DJ ho ridisegnato le loro vecchie t-shirt e parte del ricavato l’abbiamo dedicato a un progetto di pulizia del mare, mettendoci noi in prima persona a raccogliere cicche di sigaretta dalla spiaggia. Voglio tradurre in modo pop concetti importanti. Perché, per restare in tema, il mare, come tutta la natura, ci da molto più di quanto noi investiamo”.

Sogno

“Sogno di strutturare Upupa&Colibrì con un’e-commerce che non solo venda prodotti unici e fedeli alle proprie radici, ma incida nuove consapevolezze.

Voglio costruire relazioni sane e serie di crescita, con filiere forti del loro contenuto.

Sogno di diventare testimone di un modo di guardare il mondo con meraviglia, cogliendo l’unicità che ci circonda. Upupa&Colibri nasce per condividere e veicolare messaggi di libertà, sostenere pubblicamente i valori di diversità e rispetto per l’ambiente, perché non può esserci biodiversità culturale senza biodiversità ambientale, e viceversa.

Vivo in una casa in aperta campagna, con il più antico forno del paese, che secoli fa panificava per tutta la zona. Il mio sogno, oggi, è riaccendere quel forno, fermo da decine d’anni e cucinare cibo marchigiano ed etnico per amici e conoscenti, perché amo le relazioni costruttive che possano cambiare il mondo.

Credo nella gratitudine e nella meraviglia verso l’unicità come la qualità più importante degli esseri viventi: solo confrontandoci potremo proteggere i nostri saperi più antichi, unendoli a un rigore scientifico verso un progresso sostenibile.

Celebriamo, quindi, le sfumature che danno senso alla bellezza della vita sul nostro pianeta, anche adottando arte da indossare, che diventa un potente veicolo di comunicazione, ricerca ed evoluzione, anche interiore”.

Indicato a…
Sognatori, visionari, cosmopoliti che scelgono l’unicità per guidare cambiamenti per un mondo migliore.

Info

https://www.upupaecolibri.com

http://boccaditutti.com/

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