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Colleluce
Vernaccia Nera di Serrapetrona

Cibo & Vini

Colleluce
Vernaccia Nera di Serrapetrona

Ci piace perché è un vino inimitabile, tanto equilibrato quanto genuino: ha il gusto dell’ospitalità di una volta, trasmette cura premurosa e abbraccia con il calore di una vera famiglia italiana.

Biografia

Dolce e speziata come il suo spumante color rubino, Franca Malavolta è un perfetto esempio di cambio di vita, di prospettiva, di gusto. Da impiegata a coltivatrice, insieme a suo marito Bruno, ha riportato nei calici gli antichi sentori della vera Vernaccia di Serrapetrona, grazie a un processo di appassimento che garantisce qualità in purezza.

“Non vengo dal mondo del vino, non ho ereditato un’azienda agricola, ma sono grata di essere cresciuta in un’autentica famiglia italiana, che mi ha insegnato solidi valori e sani principi.

I miei genitori erano coltivatori, con la smania e la passione nel trasformare al meglio le loro produzioni. Fin da molto piccola ho vissuto questa realtà come un gioco: spesso io o uno dei miei tre fratelli accompagnavamo nostro padre al mercato all’ingrosso alzandoci alle 3:30 del mattino e poi andavamo a scuola. Un impegno che è diventato necessario quando ero al liceo e per un incidente dovemmo sostituirci noi a nostro padre tutti i giorni, in tempo per raggiungere poi le scuole superiori in orario. Ho lavorato alle Poste dall’82 fino al dicembre del ’99: mi piaceva il contatto con la gente, essere efficiente e lavorare con interesse e passione come se fosse mia l’attività.

Ma con l’arrivo del nostro terzo figlio, nel ’97 tutto cambiò; da una parte avvenne la trasformazione tra pubblico e privato che mi condizionò perché volevo rispondere in base alla mia coscienza non a un obbligo imposto.

L’altra grande trasformazione fu l’acquisto da parte di mio marito di una cantina in mezzo a un bosco, a circa 90 km da casa nostra. Lui era già agronomo ed enologo, ma io? Io, con un bimbo di 3 mesi iniziai a collaborare per diventare coltivatore diretto e sommelier. E, quando chiesi a mio marito perché avesse comprato proprio quel vitigno così distante, rispose: “Tutti fanno il rosso piceno, io voglio eccellere con il vino più difficile”.

Prodotto

“In effetti, il vitigno autoctono e protetto Vernaccia Nera, coltivato nel territorio fin dal Medioevo è un vanto di meno di dieci aziende al mondo, non solo per la rarità dei vitigni ma perché è l’unico vino al mondo che prevede 3 fermentazioni e rifermentazioni successive.

I nostri vini si distinguono per piacevolezza e complessità: rendono felici chi li assaggia!

La Vernaccia di Serrapetrona dolce stupisce sempre chi la degusta la prima volta perché è rossa come il rubino ma ha eleganti bollicine, profumi freschi e speziati, è bilanciata e di buona persistenza. Si percepisce il grappolo ma anche il terreno. Lo consigliamo come vino da meditazione, ma è anche un ottimo compagno di dolci da forno, biscotti mandorlati, cantucci e ciambelline fatte con lo stesso vino”.

Tradizione e innovazione

Qual è la vostra ricetta segreta, la vostra innovazione?

“Più che innovazione possiamo parlare di un’intuizione: quando ho iniziato a occuparmi della potatura e della vendemmia c’era un collaboratore del precedente proprietario che mi insegnò come scegliere l’uva da passire. Il processo prevede, infatti, una prima selezione e raccolta di uva a bacca rossa, con maturazione tardiva, dopo la prima decade di ottobre.

Nella prima raccolta si isolano i grappoli più aperti e più sani, che per tradizione solitamente vengono appesi al muro o al soffitto, richiamando lontane usanze.

Io, invece, ho preferito porre delicatamente ogni grappolo dalla pianta in una cassettina, dove seleziono e apro di volta in volta con estrema cura lo spazio tra gli acini affinché non ci sia nessun insetto o difetto. Solo così evito l’eventuale formazione di muffa.

Quando si parla, infatti, di Vernaccia di Serrapetrona si immaginano le suggestive pareti di grappoli appesi, dove però facilmente, dopo soli otto giorni, compare la muffa anche solo con un acino rotto, che sebbene “nobile” puzza e cambia il sapore del passito.

Inoltre, noi poniamo la massima attenzione alla fermentazione con il minor residuo zuccherino affinché non copra il retrogusto caratteristico della buccia che è amarognola, speziata, muschiosa. Questo contrasto particolare è la caratteristica di questo vino e per questo siamo fieri di produrre la vernaccia con il minor residuo zuccherino di tutte”.

Unicità

“La nostra unicità è il processo di appassimento che garantisce qualità in purezza.

Qualità per noi è portare un’uva sana dalla pianta al bicchiere, senza aggiungere nulla per raffinare il sapore. Il nostro vino nasce accanto a un bosco a 550 mt d’altezza del mare. Ci sono cinghiali, daini, anche lupi, ma pochi parassiti perché colpiscono vitigni più a bassa quota.

La nostra Vernaccia è un prodotto naturale in tutti i sensi: se l’annata va male non ne produciamo e dedichiamo la raccolta a prendere solo uva buona per altri. 

Rispettiamo la stessa natura del grappolo, perché l’idea di chinarsi delicatamente per appoggiare i grappoli nelle cassettine fu inizialmente di praticità ma divenne poi una scelta salubre, perché l’uva da quel momento non viene più toccata.

Questo succo squisitamente naturale si assapora in un prodotto d’eccellenza: persino gli anziani coltivatori della zona ci hanno fatto i complimenti, perché abbiamo riportato i sentori della vernaccia al gusto di una volta, con quel particolare equilibrio di dolce e amaro, speziato, con retrogusto muschiato”.

La sfida

“La sfida è quotidiana: ci vuole fede e sacrificio per percorrere ogni giorno 87km di distanza da casa alla cantina e lavorare con ogni clima tra le vigne.  

La campagna richiede impegno costante; se non avessi passione a 60 anni non potrei dedicarmici così duramente. Ma la fatica fisica è compensata da un amore autentico per la trasformazione e valorizzazione di quanto il terreno offre.
C’è come un feeling con le piante, che sembrano intuire l’umore e si mostrano in un determinato punto quando devo potarle.

La sfida è avere pazienza, dedizione e rispetto dei tempi: dalla raccolta alla bottiglia passa un anno e mezzo. La Vernaccia di Serrapetrona è, infatti, l’unico vino al mondo che prevede 3 fermentazioni e rifermentazioni successive: vinifichiamo il 60% delle uve al momento della vendemmia, mentre mettiamo ad appassire nelle cassette il restante 40%, rigorosamente tutto a base di Vernaccia nera. Entro la metà del mese di gennaio pigiamo l’uva passita e alla fine del mese inizia l’ultima fase, ovvero l’unione del mosto ottenuto dalle uve appassite con il vino base.

Ha inizio a questo punto la terza ed ultima fermentazione naturale, per ottenere un vino unico e raro perché la nostra è una produzione limitata, che non ha mire quantitative ma qualitative. Non ha fretta di guadagnare ma di riportare sulla tavola sapori sani e genuini, motivo per cui preferiamo tenere un prezzo calmierato con gli altri 7/8 produttori”. 

Il Sogno, la lezione

“Per me è pura magia lavorare i prodotti della terra, perché la natura è viva e ogni volta che poto un ramo so che rifiorirà più forte di prima.

Ho sempre coinvolto i miei figli nell’impegno costante – come ha fatto mio padre con noi – ed è servito per fargli capire che la vita è anche sacrificio. Seguendomi ai mercatini hanno scoperto come gira il commercio, l’importanza della filiera produttiva, della sapienza e della cura che c’è dietro anche alle cose più semplici e quotidiane. Insieme abbiamo imparato il valore dell’attesa e del rispetto del ritmo della natura che segue il suo corso, un’armonia alla quale è nostro compito adattarci in virtù di una perfetta sintonia da conservare. 

Il mio invito, quindi, è di venirci a trovare, per assaporare insieme il nostro vino, la buona tavola e la genuinità della vita. Perché il luogo è unico e riscoprire il benessere a piedi nudi sul prato, circondati solo da natura e autentica convivialità, aiuta a reinventarsi partendo dalla base: la nostra terra”.

Indicato a…
Chi cerca nuove energie, vero benessere e la genuinità della vita.

Info

https://www.colleluce.it/

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