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Frantoio Gaudenzi
Olio extra lunare

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Frantoio Gaudenzi
Olio extra lunare

Ci piace perché è un olio che profuma di maestria, passione, impegno, innovazione e sostenibilità. Perché dietro c’è una famiglia unita dalla stessa missione: trasmettere il gusto dell’eccellenza italiana.

Biografia

Fruscio di foglie argentee, piante che non temono nulla, profumo intenso di olio. Olio buono, verde con riflessi dorati. Olio puro, semplice, extravergine, opera di due autentici Italian Creators: Andrea e Stefano Gaudenzi.

Un frantoio, una famiglia, è il nostro motto, perché la nostra famiglia è il nostro frantoio e viceversa, da generazioni.

Tutto ha inizio nel 1950, quando la guerra aveva lasciato le nostre terre in un profondo stato di povertà. Nostro nonno, Vittorio Gaudenzi, allora ventiseienne, curava una piccola azienda agricola, con qualche capo di bestiame e terra coltivabile; lavorava insieme ai suoi fratelli ed i frutti erano appena sufficienti al sostentamento della famiglia. 

Spinti dalla voglia di rinascita che animava il Paese in quegli anni, i fratelli decisero di prendere in gestione il Molino di Cipolla, affacciato sulle rive del fiume Clitunno. Dopo appena tre anni il successo dell’attività fu tale che Vittorio ed i suoi fratelli aprirono un frantoio tutto loro, avvalendosi della migliore tecnologia dell’epoca: nacque così il Frantoio Gaudenzi.

Dal matrimonio tra Vittorio e Palma nasce Francesco che, nemmeno a dirlo, eredita tutta la passione del padre e fin da ragazzo lo aiuta in frantoio, prima di andare a scuola. Finiti gli studi e adempiuto alla leva obbligatoria, spinto dalla famiglia che voleva per lui un impiego più sicuro, nostro padre entra come contabile in un’importante azienda aeronautica del posto. Nel 1988 sposa Rossana, nostra mamma; un anno dopo nasce Stefano e nel 1993, io, Andrea. 

Nonno Vittorio, rimasto ormai solo alla gestione del frantoio comincia a maturare l’idea di chiudere l’attività. Nostro padre non si da pace, soffre solo all’idea di vedere spente le luci del frantoio e nel 1994 decide di cambiare la sua vita: lascia il lavoro e con la mamma e l’appoggio del nonno prende in mano l’azienda”.

2003: nasce la cantina Gaudenzi

“I nostri genitori fin da subito avevano in testa un progetto ben definito che mirava alla qualità del prodotto e sia in uliveto che in frantoio introdussero tecniche all’avanguardia. Abbiamo vissuto anni difficili, ma la passione è pari alla voglia di fare. Con il tempo, gli investimenti hanno cominciato a pagare e nel 2003 il sogno diventa realtà: viene inaugurata la nuova sede, un luogo dove accogliere la clientela e trasmettere tutto ciò che ci ha guidati fin qui, all’ombra di un’antica torre, circondati dall’argento vivo dei nostri ulivi”.

Prodotti

“Coltiviamo solo ulivi umbri. Lavoriamo olive unicamente provenienti dai nostri uliveti con metodologie e tecnologie che esaltano le caratteristiche nutritive e organolettiche.

Abbiamo DOP e olii premiati. Tra i DOP cito la new entry 89/93, che è una miscela ottenuta con olive di tipo San Felice, unite a una piccola parte di Moraiolo. È un fruttato medio con note vegetali di cicoria e carciofo accompagnate da sentori di pepe nero, salvia e rosmarino. Poi c’è l’Olio EVO Seven che oltre a far bene alla salute è un ottimo fruttato leggero, con note appena percettibili di amaro e piccante.

Il Casalontana che prende il nome dell’uliveto storico del Frantoio Gaudenzi da cui abbiamo scelto di produrre l’olio certificato come DOP Umbria, tipicamente con amari e piccanti ben pronunciati. 

Il nostro preferito è il “6 Novembre” in omaggio alla data di nascita di nostro nonno: è un blend delle nostre cultivar in proporzioni ogni anno diverse, lavorate secondo le nostre sensazioni ed il nostro gusto che ci permette di esprimere la nostra passione in modo creativo. 

Uno dei migliori oli del frantoio è Chiuse di Sant’Arcangelo, monovarietale fatto esclusivamente con le olive Moraiolo di Sant’Arcangelo a 600 mt di altezza, accanto a un’antica chiesetta”.

Unicità

Non mi avete ancora nominato il vostro olio “Vip”, inserito da ‘Flos Olei’ nella ‘’Top 20” mondiale per ben tre volte.

“Si chiama la Quinta Luna ed è stato il migliore azzardo e intuizione dei nostri genitori: al fine di studiare il comportamento delle varietà in base ai tempi di raccolta, nel 2007 abbiamo anticipato la raccolta di olive moraiolo, frantoio e leccino di un mese, esattamente dopo 5 lune (cioè cinque mesi) dalla fioritura. L’idea era non solo inconcepibile ma persino eretica fino a tredici anni fa, perché per tradizione le olive venivano raccolte dopo il 2 novembre”.

L’olio top 20 al mondo: Quinta Luna

“La nostra audace sperimentazione diede vita a un olio con una carica aromatica eccezionale, che deriva proprio dalla particolarità della sua lavorazione.

Entro sei ore dalla raccolta le olive vengono estratte a freddo, mediante procedimenti meccanici, per evitare i processi di fermentazione e impoverimento del prodotto, che inevitabilmente si hanno quando le olive vengono raccolte tardi e lasciate asciugare per diversi giorni prima della molitura.

Questo non significa solo avere un prodotto eccellente da un punto di vista organolettico, ma soprattutto rispettare l’essenza, il DNA di ogni varietà e garantire la naturale ricchezza di polifenoli, preziosissimi per la salute di chi poi degusta l’olio.

È un olio intenso e profumatissimo. Anticipando la raccolta i sentori di mandorla e frutti rossi lasciano il posto a carciofo, note di erba appena tagliata e foglie di ulivo. L’amaro e il piccante sono più pronunciati ma incredibilmente rimangono ancora in perfetto equilibrio tra di loro, come ci hanno confermato anche le Tre Foglie appena assegnate alla Quinta Luna nella prestigiosa guida Oli d’Italia 2020 del Gambero Rosso, che premia i prodotti che superano l’eccellenza e stimolano emozioni gustative uniche.

Pensate che amiamo talmente la Quinta Luna, non per la sua celebrità ma per la sua originalità ed equilibrio, che ogni anno organizziamo una festa dedicata a quest’olio”.

Tradizione e innovazione

La raccolta e lavorazione della Quinta Luna è già un perfetto assaggio di innovazione…

“In realtà c’è molto di più: ogni giorno sperimentiamo per migliorare, non solo perché degustavamo olio prima ancora di andare a scuola, ma soprattutto perché crediamo nell’innovazione al servizio della qualità. Così insieme all’Università di Perugia, continuiamo a sviluppare nuove tecnologie per raffreddare la pasta d’olive e lavorare sulle temperature.

Perché sono proprio i sistemi di regolazione delle temperature, le tempistiche, la velocità di frangitura a garantire all’olio un processo biochimico per cui gli enzimi entrano a contatto con ossigeno e determinano la formazione di profumi, aromi e sapori unici, in poche frazioni di secondi.

Da ogni mattinata di lavorazione si tirano fuori 6 o 7 variabili tra cui scegliamo la migliore ma il giorno dopo è tutto diverso. La nostra è una continua creazione, con la consapevolezza che un buon extra vergine non è mai figlio della fretta”.

Sfida

“Non è stato facile, soprattutto all’inizio, ma l’impegno, la determinazione, il coraggio e la coesione famigliare ci hanno permesso di raggiungere risultati eccellenti. Oggi la nostra nuova sfida è favorire una nuova olivicoltura che rispetti l’ambiente, sia sostenibile nelle produzioni, permetta di gustare la qualità, sana ed accessibile.

Per questo – citando l’intervista rilasciata sul Corriere della Sera – abbiamo scelto le colline di Spoleto per un progetto nuovo, con l’obiettivo di dare valore al paesaggio, al prodotto e alla produzione, attraverso un patrimonio varietale diversificato, la costanza della produzione e la costruzione di un paesaggio rispettoso del territorio.

Conosciamo la coltura dell’olivo, la grande biodiversità, le fasi del ciclo vegetativo, i profili organolettici e sensoriali delle cultivar che abbiamo scelto, tipiche della DOP dell’Umbria: Moraiolo, Dolce Agogia, San Felice, Pendolino, Leccino, Frantoio, Leccio del Corno e Maurino. Abbiamo studiato il territorio, il microclima, la direzione, l’intensità e la periodicità dei venti, l’esposizione, la tipologia dei terreni, la disponibilità di acqua e anche la connettività, fondamentale per realizzare una piattaforma tecnologica.

Abbiamo organizzato nove poderi che girano intorno al poggio e introdotto filari di alberi da frutta con impollinazione tramite gli insetti, per aumentare la biodiversità e al tempo stesso rappresentare un indicatore di qualità ambientale. Ora sta arrivando il momento della prima potatura, un intervento sicuramente delicato su piante così giovani ma di fondamentale importanza. Anche per olivicoltori ormai navigati come noi “mettere le mani, anzi le forbici, addosso” ad una giovane pianta, fa un certo effetto. Ma è solo l’ennesima sfida entusiasmante”. 

Il sogno

“Tre mesi fa, mettevamo a dimora i nuovi alberi nell’uliveto sostenibile. È il nostro progetto più ambizioso che, soprattutto dopo questa fase di isolamento, ci sta dando una fiducia incrollabile nella natura. Basta guardarci intorno, con gli alberi che, seguendo le stagioni, sono un’esplosione di nuova vegetazione, di fiori e di colori. Nel nostro caso questo significa condizioni ideali per contare su un’ottima annata.

E sarà un’ottima annata anche per le nostre giovani piante. Forse sono proprio loro a renderci particolarmente ottimisti per il futuro. Vederle crescere, con i primi fiori già indosso, indifferenti a tutto quello che sta succedendo è un qualcosa che ci emoziona e riempie di fiducia. Il nostro sogno sta prendendo finalmente forma. Un sogno, tanto ambizioso quanto necessario”.

Indicato a…
Chi vuole perdersi in antichi sentori, lasciandosi però incantare dalle più moderne tecnologie.
Chi ama la perfezione nella semplicità, la cura attenta in paziente attesa. 

Info

https://www.frantoiogaudenzi.it/

https://www.facebook.com/pg/FrantoioGaudenzi/about/?ref=page_internal

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